10 Verità, Ovvie e Dolorose, che Tutti Dimentichiamo Troppo Presto…


“La verità non cessa di esistere anche se è ignorata”

La verità arriva nelle nostre vite ciclicamente, a volte passa inosservata perché non la vediamo o più spesso perché non la riconosciamo. 
Possiamo sentire una cosa centinaia di volte prima di apprenderla veramente. Queste 10 “lezioni di vita” appartengono a questa categoria, probabilmente le abbiamo sentite spesso ma per qualche ragione non hanno attecchito dentro di noi.

Negli ultimi miei articoli si nota una certa “ripetitività” di alcuni concetti fondamentali. 
Non lo considero un male perché ho constatato che alcune cose tornano e ritornano più come un flusso a spirale che linearmente. 
Queste forse sono le risposte ad alcune delle domande che gli esseri umani (non tutti) ad un certo punto della vita si fanno. 
Almeno sono le risposte ad alcune delle domande che mi sono fatto io, risposte che non ho potuto più ignorare perché sono arrivate e continuano ad arrivare in modo ciclico. Ogni volta però c’è un dettaglio in più e le cose iniziano a diventare sempre più chiare…

1) La vita umana è relativamente breve.
Sappiamo che la vita è breve e che la morte arriverà alla fine per tutti, eppure ci sorprendiamo ancora quando capita ad una persona cara. Troppo spesso viviamo come se non dovessimo morire e moriamo come se non avessimo mai vissuto.

Dobbiamo vivere oggi! Non ignorando la morte, ma senza averne paura. Dovremo aver paura di una vita non vissuta perché non abbiamo avuto il coraggio di agire, o vissuta secondo le aspettative degli altri. 
La morte non è la più grande perdita nella vita. 
La perdita più grande è quello che muore (che lasciamo morire) dentro di noi ogni giorno mentre siamo ancora vivi. 
Viviamo audacemente, con coraggio… è giusto essere spaventati a morte prima di una scelta importante, ma poi dobbiamo comunque fare il passo successivo!

2) Viviamo sempre e solo la Vita che abbiamo scelto di Creare.
La nostra vita è solo nostra. 
Tutti cercano di convincerci a fare determinate scelte (scuola, università, lavoro, …), ma non possono decidere al posto nostro. I nostri cari possono camminare al nostro fianco ma non camminare al posto nostro. Quindi assicuriamoci di decidere da soli il percorso ideale in base alle nostre intuizioni e ai nostri desideri… non avendo paura di cambiare percorso o iniziarne uno nuovo quando ha senso.

È meglio essere alla base di una scala che abbiamo scelto di salire che in cima ad una che qualcun altro ha scelto per noi. 
Dobbiamo essere produttivi e pazienti, questo non significa semplicemente aspettare, ma avere la capacità di mantenere la lucidità e un buon atteggiamento mentre si lavora sodo per quello in cui crediamo. 
La vita è nostra e deve essere costruita interamente dalle nostre scelte. Le nostre azioni devono essere più chiare delle nostre parole. Possa la nostra vita proclamare “Chi Siamo Realmente” più di quanto riesca a farlo la nostra lingua.

La vita ci insegna che vale sempre la pena di fare un salto “nel buio” con passione. Anche se non abbiamo idea di dove stiamo andando, dobbiamo trovare il coraggio di fare un passo al confine dello sconosciuto ed ascoltare il nostro cuore.

3) Essere impegnati non significa essere produttivi.
La solerzia non è una virtù, né è qualcosa da rispettare. 
Anche se tutti abbiamo orari folli, pochi di noi hanno un vero bisogno di essere impegnati tutto il tempo. Semplicemente non sappiamo come vivere nei nostri mezzi, rivalutiamo le priorità e diciamo di NO quando è necessario.

Essere troppo impegnati raramente equivale ad essere produttivi. 
Basta dare un’occhiata in giro. La gente troppo occupata supera le persone produttive con ampio margine. Le persone occupate hanno fretta tutto il giorno e nonostante ciò sono in ritardo la metà delle volte. 
Vanno al lavoro, in conferenza, fanno incontri, hanno impegni sociali, etc. ma non hanno mai abbastanza tempo libero per la famiglia e gli affetti e raramente dormono abbastanza. 
La loro agenda piena di impegni dà loro un elevato senso di importanza e superiorità. Ma è tutta un’illusione. Sono come criceti che corrono in una ruota.

Anche se l’essere “impegnati” può farci sentire “vivi” per un breve periodo, questa vita non è sostenibile a lungo andare. Ci sarà inevitabilmente, domani o sul letto di morte, il rimorso di aver vissuto troppo freneticamente e poco una vita intenzionale. 

4) Un qualche tipo di fallimento si verifica sempre prima del successo.
La maggior parte dei fallimenti sono inevitabili. Servono a farci crescere (anche se preferisco la parola “evolvere“). Impariamo a perdonare noi stessi. Non è un problema sbagliare, lo è solo se non si impara dai propri errori.

Se abbiamo troppa paura di fallire non riusciremo mai a fare quello che deve essere fatto per avere successo (essere felici). 
La soluzione a questo problema è comprendere gli insuccessi. Qual è la differenza fra un maestro e un principiante? Il maestro ha fallito più volte di quanto il principiante abbia mai provato. Dietro ogni grande opera si nascondono migliaia di tentativi non riusciti.

Solo perché non sta accadendo ora non vuol dire che non accadrà mai. A volte le cose devono andare molto male prima che possano iniziare a migliorare. 

5) Pensare e fare sono due cose molto diverse.
Il successo non arriverà mai se solo lo si attende solo pensandoci.

Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo faremo. 
La conoscenza è fondamentalmente inutile senza azione. Le cose buone non arrivano a chi attende senza fare niente, arrivano a coloro che lavorano su obiettivi significativi. Chiediamoci cosa è veramente importante e abbiamo il coraggio di costruire la nostra vita intorno alla risposta.

Ricordiamoci però che se aspettiamo fino a quando non ci sentiremo pronti al 100% probabilmente resteremo in attesa per tutta la vita.

6) Non aspettiamo le scuse prima di perdonare.
La vita diventa molto più facile quando si impara ad accettare le scuse che non abbiamo mai ricevuto. 
Il segreto è essere grati per ogni esperienza, positiva o negativa. 
Facciamo un passo indietro dicendo “Grazie per la lezione“. Realizziamo che i rancori del passato sono uno spreco perfetto della felicità di oggi.

Il perdono è una promessa che si desidera mantenere. Quando perdoniamo qualcuno promettiamo di non tenere bloccato il passato contro il nostro essere presente. Non ha nulla a che fare con la liberazione di un criminale dal suo crimine, ha invece a che fare con il liberare se stessi dall'onere di essere una vittima in eterno.

7) Alcune persone sono semplicemente sbagliate per noi.
Riusciremo ad essere sempre e solo grandi come le persone di cui ci circondiamo. 
Dobbiamo essere abbastanza coraggiosi da lasciar andare coloro che ci tengono giù. Non forziamo le connessioni con le persone che non ci fanno sentire straordinari.

Se alcuni ci fanno sentire a disagio e insicuri ogni volta che siamo con loro, per qualsiasi ragione, non sono probabilmente dei veri amici. Se ci fanno sentire come se non fossimo noi stessi, o “meno” di quello che siamo realmente, non è bene proseguire un rapporto finto con loro.

Se ci sentiamo emotivamente svuotati dopo essere usciti con loro o ci sovviene un piccolo colpo di ansia quando li pensiamo, ascoltiamo la nostra intuizione. 
Ci sono così tante persone “giuste” per ognuno di noi, che ci danno energia e ci ispirano a dare il meglio. Non ha senso costringersi in amicizie/rapporti sbagliati.

8) Amare sé stessi.
È importante essere gentili con tutti, ma è ancora più importante esserlo con sé stessi. È veramente indispensabile amare sé stessi per ottenere qualsiasi cosa in questo mondo. Quindi assicuriamoci di non iniziare a vedere noi stessi attraverso gli occhi di coloro che non ci apprezzano. 
Conosciamo il nostro valore, anche se gli altri non lo vedono.

Lasciamo che qualcuno ci ami proprio come siamo, per quanto imperfetti, per quanto poco attraenti come a volte ci sentiamo, per quanto incompleti pensiamo di essere. Lasciamo che qualcuno ci ami nonostante tutto questo, lasciamo che quel qualcuno siamo proprio noi stessi.

9) Quello che possediamo non è quello che siamo.

Le cose sono davvero solo cose e non hanno assolutamente niente a che vedere con chi siamo veramente come esseri umani. 
Possiamo accontentarci di molto meno di quanto pensiamo di aver bisogno. Questa è una verità preziosa soprattutto in una società esasperatamente consumistica che si concentra più sulle cose e sull'apparenza che non sulle connessioni importanti e sulle esperienze.

Creiamoci una cultura personale. Non guardiamo la TV, evitiamo le riviste di moda e lifestyle, non ascoltiamo le notizie “mainstream” che esaltano le poche cose brutte successe nel mondo dimenticandosi intenzionalmente dei tantissimi gesti di amore e onestà che vengono compiuti ogni istante. 
Troviamo la forza di riempire il nostro tempo con esperienze significative. 
Il tempo, lo spazio e l’energia che impieghiamo per parlare di pettegolezzi, inciuci, gossip, sport falsati è la nostra vita. 
La stiamo regalando (ma è meglio dire “buttando via”) al marketing e agli inganni dei media, che sono stati creati dalle grandi aziende, nel migliore dei casi, per convincerci a vestire, apparire, comportarsi in un certo modo. 
Questo è grave, è tragico. È il lavaggio del cervello di Hollywood. Non è reale. Ciò che è reale siamo noi, i nostri amici, i nostri affetti, l’amore che proviamo, gli alti e i bassi delle nostre vite, le nostre speranze, i progetti…

Ci viene ripetuto continuamente che non siamo importanti, che siamo solo ingranaggi di un meccanismo più grande, siamo periferici. I nostri doveri (ed i nostri piaceri) sono stati già decisi da qualcun altro: laurearsi, trovare un lavoro importante (o il posto fisso), comprare una bella macchina, avere una casa e continuare comprare altre cose inutili. E questo è triste perché un giorno ci sveglieremo e ci accorgeremo che siamo stati ingannati. 
Allora tutto quello che vorremo sarà di reclamare la nostra mente e tirarci fuori dai canoni della società “occidentale” che ci vuole tutti trasformare come un drone, comandandoci a distanza per comprare cose che non servono e per impressionare persone che non amiamo. 

10) “Panta Rei“.
Tutto scorre. Tutto cambia, ogni secondo. Abbracciamo il cambiamento e capiamo che accade per una ragione. Non sarà sempre subito evidente ma alla fine ne sarà valsa la pena.

Quello che abbiamo oggi può diventare, già da domani, quello che avevamo. Non possiamo saperlo. Le cose cambiano, spesso spontaneamente. Le persone e le circostanze vanno e vengono. La vita non si ferma mai e per nessuno. Si muove rapidamente e precipita dalla calma al caos (o viceversa) in una manciata di secondi, e questo succede per ognuno di noi ogni giorno. 
È probabile che stia accadendo proprio a noi in questo momento.

A volte un cambiamento più veloce di un secondo dissesta totalmente la nostra vita. 

Una decisione che sembrava innocua sconvolge interamente il nostro mondo. 
Intere vite sono state scombussolate, in bene o in male, a causa di un evento imprevedibile. E questi eventi accadono di continuo.

In bene o in male la situazione attuale cambierà. Questa è l’unica cosa immutabile. 
Quindi quando il periodo è propizio godiamone, non andiamo sempre alla ricerca di qualcosa di meglio; la felicità non arriva mai per quelli che non apprezzano, e non sono grati di, quello che hanno quando ce l’hanno.

E adesso?

Cos'altro possiamo aggiungere a questa lista? 
Ci sono importanti lezioni di vita che spesso si dimenticano non elencate in queste dieci? 
Lasciate un commento di seguito e condividete i vostri pensieri…

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About Diego Trambaioli

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